Investimenti in "collectibles" o, come amiamo dire noi, in "cose"

Investimenti in

La scena è la seguente: villa d'epoca in stile liberty, i venditori sono gli eredi di questi due coniugi che oltre alla villa - da noi venduta - hanno lasciato una enorme collezione di moili in primis e altri oggetti di antiquariato.

Venduta la villa, o meglio raggiunto un accordo sulla vedita della stessa con il promissario acquirente, la prima "botta": i venditori chiedono se i compratori possono essere interessati anche all'arredo (di cui loro avevano una stima pari ad un, diciamo bilocale di Milano) e gli stessi rispondono subito che non solo non vogliono nulla ma chiedono esplicitamente che la casa sia completamente libera da cose al rogito, quindi manco gratis volgiono i mobili in essa contenuti.

Parte allora, ad opera dei due fratelli proprietari dell'immobile, e degli arredi ivi contenuti, il giro di chiamate ai tanti antiquari che di questo si occupano nella illusoria speranza che qualcuno facesse loro un assegnone di acquisto in blocco per poi rivendere con calma pezzo per pezzo.

Due mesi di andirivieni di professionisti del settore, tutti interessatissimi, con manifestazioni di grande stima del gusto dei compianti genitori dei venditori ma ... nulla. Tante chiacchere e promesse, tutti rassicuravano di avere dei clienti interessati a comprare il grosso dei mobili e degli arredi presenti, ma alla fine nessuno che fosse disponibile a mettere mano al portafoglio.

Una cosa è il valore che la gente vi stima per le vostre "cose", un'altra - spesso radicalmente diversa - sono i soldi che qualcuno è disposto a darvi per comprarle

La storia dei nostri due fratelli per il momento finisce in un deposito dove gli stessi hanno portato tutti i loro arredi dopo aver pagato una persona per inventarirli e farne una nuova, gonfiatissima stima di valutazione. Arredi, giusto per farvi riflettere sulla cosa, che anche le mogli dei edesimi si sono ben guardate di volere nelle loro sontuose, e moderne, case.

Mobili d'epoca, quadri antichi, soprammobili vari, collezioni di vario titpo, siano esse di francobolli o figurine Liebig e tutta l'arte moderna che volete ha una cosa in comune: non è un investimento ma un bene da acquistare perchè uno ha gioia nel possederlo.

Il fine speculativo, ovvero quello di un domani di rivendere con un guadagno quello che si è acquistato, deve essere l'ultimo dei motivi per cui mettersi  a spendere soldi in questi ambiti.

Sui giornali leggete del tizio che è diventato ricco vendendo la sua collezione di orologi o i francobolli ereditati dal nonn, ma quando poi la cosa succede a voi vi rendete conto di avere per le mani un pugno di mosche.

 

Concentratevi sugli investimenti "veri" e lasciate queste cose per il divertimento

Gli investimenti "veri" a cui pensiamo sono le azioni quotate di società che producono qualcosa o offrono servizi utili ai loro clienti, a bbligazioni che non siano spazzzatura ed immobili che non siano in piena campagna o in centri cittadini in declino secolare, questi sono "investimenti" dove ha senso mettere i propri risparmi, il resto è solo chiacchera da bar o storie buone per farci un articoletto online acchiappaclic ma che non vi porta nulla per un effettivo miglioramento nella gestione dei vostri soldi e risparmi.

 

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