Certificazione energetica, non più solo una formalità ... ce lo chiede l'Europa

Certificazione energetica, non più solo una formalità ... ce lo chiede l'Europa

In Europa stanno studiando delle disposizioni che "incentivino" i cittadini dei vari paesi appartenenti a "migliorare" le proprie abitazioni dal punto di vista del consumo energetico.

Come tutti sappiamo già da vari anni per ogni locazione o vendita di un immobile è indipensabile allegare all'atto il certificato energetico dell'immobile stesso, prima chiamato ACE e ultimamente rinominato in Ape: Attestato di Prestazione Enegretica.

Di fatto fino a ieri questo foglio di carta costituiva un piccolo costo di transazione per il proprietario che disponeva del proprio bene immobile, in locazione o vendita, al costo di 150-250 EUR a seconda delle dimensioni del bene. La classificazione energetica veniva anche usata, e giustamente, dai costruttori di edifici residenziali nuovi, sottolineando come comprare oggi una classe A o B consetisse dei grandi risparmi in termini  di consumo negli anni a venire.

Nessuno prestava più di tanta importanza al certificato perchè l'obbligo si militava a fotografare la situazione esistente: io compro una casa vecchia e "super energivora" in classe G con pessimo EPH  (perchè ci sono classi G e classi G, alcune cas degli anni '60-'70 del secolo scorso hanno consumi quadrupli di case di fine '800 che anche a quei tempi non avevano nessun tipo di attenzione per i consumi energetici), ci faccio un'imbiancata perchè voglio un po' rinnovarla dal punto di vista estetico e ci vado a vivere la settimana dopo il rogito.

Questo non saà più possibile. A breve, perchè il 2027 -2035 nel mondo degli immobili idealmente a "vita infinita" è dopodomani, non sarà più possibile ne' vendere ne' anche solo affittare un immobile facente parte delle classi energetiche peggiori, più basse.

Sicuramente la norma verrà concretizzata molto annacquata rispetto a questo primo disegno di legge, altrimenti ci sarebbe una rivoluzione sopratutto nel nostro paese dove almeno un terzo dello stock immobiliare è vetusto e le case costituiscono il principale asset della ricchezza dei nostri concittadini ma un effetto lo avrà.

L'effetto è quello che da oggi ci sono case "nuove" e case "vecchie", chiunque comprerà una casa fatta in epoche non attente al consumo energetico, sopratutto anni '60 e '70 saprà di comprarsi un debito, un bene immobile per cui dovrà spendere moltissimo di ristrutturazione, potenzialmente in vari step negli anni futuri. Inutile dire che il rpezzo di gran parte dello stock immobiliare italiano si abbasserà e ci sarà un chiaro rafforzarsi del trend cui già assistiamo di spostarsi in zone più periferiche dove le case hanno pochi anni di vita e sono già in classi che non verranno toccate da queste disposizioni almeno per i prossimi 30 anni.

Da oggi l'APE, o certificazione energetica, non è più solo una formalità o balzello ma uno dei documenti più importanti che identificano il nostro immobile

Seguiremo ovviamente l'iter di queste disposizioni in Europa e ancor più per come verranno applicate nel nostro paese, come prima annotazione sottolineiamo però un fatto che sembra già stato deciso: tali limitazioni e aggravi di costi di gestione non riguarderanno le case "piccole", si parla di 50mq, questo sicuramente farà sì che tutti i piccoli immobili a reddito che la media borghesia italiana ha accumulato nel corso dei passati decenni non dovrebbero risentire di scossoni nelle proprie valutazioni, pensiamo ai pied a terre in centro o alle piccole soluzioni abitative che sempre consigliamo vicino alle principali università o ospedali.

Per farci sapere cosa ne pensate di queste nuove normative europee che si affacciano all'orizzonte, come sempre vi invitiamo a scriverci a: info@immobiliedinvestimenti.com 

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