Il segreto del buon risparmiatore è non guardare il proprio conto titoli

Il segreto del buon risparmiatore è non guardare il proprio conto titoli

In vari post del passato di questo blog abbiamo sottolineato come uno dei maggiori benefici dell'investimento immobiliare sia la sua illiquidità ed i costi di transazione che lo caratterizzano per entrare ed uscire da una posizione, parliamo di "benefici" e non di debolezze perchè quelli che sulla carta sono delle limitazioni ad una operatività frequente ed informata, nella pratica sono la migliore strada da seguire per fare dei disastri con i propri risparmi.

Il fatto di poter conoscere il P&L statement (ovvero il rapporto di perdite e profitti) di ogni singola posizione che abbiamo ogni millesimo di secondo non implica che sia ottimale conoscerla, così come il fatto che si possa, al tocco di un un semplice clic, comprare o hedgiare il proprio portafoglio finanziario non implica assolutamente che ciò debba essere fatto.

Sui mercati vince che si muove meno, data una posizione iniziale "sensata" per il lungo periodo. La dice lunga la statistica che i migliori conti titoli di alcuni broker online sono quelli di clienti deceduti per cui ci siano dei litigi degli eredi per accaparrarsi i beni, mostra chiaramente che anche un morto fa meglio dei grandi trader da Youtube che oggi si sentono pontificare ogni secondo.

L'esperto di finanza personale che sulla rivista che ci è capitata in mano qualche settimana fa suggeriva di perdere le credenziali di accesso al proprio conto titoli andava esattamente in questa direzione: se vogliamo fare soldi dobbiamo cominciare a guardare molto meno il day to day e limitarci a dare un'occhiata ai nostri investimenti una volta l'anno, comprando di più se sono scesi ed eventualmente limitando l'esposizione se invece sono saliti, l'esatto contrario di quello che fanno tutti.

L'immobiliare ha fatto ricche tante famiglie proprio perché è illiquido e non malgrado ciò

A Milano, ogni volta che andiamo a rogitare una casa comprata 25-30 anni fa se non di più non possiamo fare altro che notare che investimento sia stato per i proprietari che oggi monetizzano: appartamenti comprati a 150 milioni di vecchie lire venduti oggi a 1 MLN di EUR, bilocali comprati a 10 MLN di lire in zone un tempo giudicate non appealing (vedi Brerar, Isola, Porta Venezia) oggi venduti a 270k EUR, tutto ciò è sato possibile perchè l'investitore ha fatto sì che il tempo lavorasse al suo fianco e all'investimento fosse concesso il tempo per maturare e concretizzare tutte le sue potenzialità.

Per favorire il benessere dei consumatori-risparmiatori sisognerebbe inventare dei fondi indicizzati a bassissime pcommissioni (e questi esistono già in abbondanza e sono quelli che sempre vi suggeriamo) ma che presentino degli altissimi costi di uscita prima di n anni.

Se vendi dopo solo un anno paghi il 10%, dopo due il 9% ... solo dopo 10 anni di detenzione dell'asset non sei sottoposto ad alcuna "penale" ... nulla secondo noi aiuterebbe maggiormente il portafglio del cosidetto "risparmiatore medio"

 

Come sempre, le vostre opinioni sono le benvenute a: info@immobiliedinvestimenti.com

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