Quando si vende una casa "libera da cose", non devono più esserci cose al momento del rogito

Quando si vende una casa

Non è la prima volta che ci tocca "combattere" con un venditore che all'approssimarsi del rogito definito di vendita del proprio immobile è restio a liberarlo dall'arredo in esso presente. 

Il ragionamento tipo è sempre il medesimo: "Ma scusi, se lo ristrutturano sarà la loro impresa ad ccuparsi di togliere e smaltire tutto l'aredo presente!"

Ragionamento che può avere senso ma che ha comunque un valore economico che necessita di un passaggio negoziale: buttare le cose in discarce oggi costa così come costa il giorno - o due - che l'impresa occuperà attraverso i propri uomini per portare a termine tale operazione, il venditore non può aspettarsi che il solo fatto di avere già conatti con un impresa da parte del compratore affibbi allo stesso tale spesa.

Il concetto di "libero da persone" non è mai frainteso, quello "libero da cose" lo  spesso.

Liberare un immobile dalle cose che in esso sono presenti non si limita a togliere gli effetti personali della zia ch ce la ha lasciata in eredità, ma comporta anche togliere tutto l'aredo, anche quello a muro fatto su misura, a meno che il compratore non abbia esplicitamente chiesto di lasciare lo stesso all'interno dell'appartamento stesso.

Sulla cucina poi abbiamo assistito alle lite più furiose, ma anch quella deve essere portata via e smaltita, non è pensabile che la cucina rifatta 50 anni fa dalla propria mamma fresca di nozze, venga vista come un "valore aggiunto" della casa che si vaa consegnare. 

Il segreto per non avere discussioni: scrivere bene il volere del compratore nella proposta

Fa testo quello che la proposta dice, non quello che il venditore,  agente intermediario, pensano sia la linea di azione più intelligente o di buon senso: se il compratore vuole che venga tolto tutto tranne la cucina, la cucina resta. Se il compratore, come spesso accade nel caso di immobili da ristrutturare integralmente, non vuole assolutamente nulla, non c'è altro da fare che contattare un'impresa di traslochi e far liberare l'immobil da tutto quello che vi è presente, assumendosi i costi di smaltimento relativi, che possono non limitarsi a poche centinaia di euro.

La chiarezza premia sempre, e una volta che si è ottenutala chiarezza  nella roposta per iscritto di compravendita, il buon senso di seguire quello che in essa è esposto.

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